Ugolino dei conti di Segni, sale al soglio pontificio nel 1223, col nome di Gregorio IX. Un nome che è già un programma, perché scegliendolo si pose sulla linea politica di quei grandi papi che negli ultimi secoli avevano dato alla Chiesa lustro e potere e, agli imperatori, del filo da torcere.

Grande era la fama e la stima che lo accompagnavano da decenni, quando creato vescovo di Ostia e di Velletri da Innocenze III, aveva guidato le delegazioni papali in Germania.
Sotto il pontificato di Onorio III era stato inviato come arbitro in Italia Settentrionale dove Guelfi e Ghibellini si contendevano il potere nelle ricche e potenti città comunali.
Forte dei successi riportati, appena eletto Papa, benché ottantaduenne, non esitò a dare una "tirata d'orecchi" al giovane imperatore Federico II, ricordandogli l'impegno di combattere la crociata per conto della Chiesa.
Federico, che da oltre dieci anni rinviava la partenza per la terra Santa, accoglie l'invito, ma dopo alterne vicende decide di trattare diplomaticamente la faccenda con il Sultano d'Egitto Al-Kamil.

GREGORIO IX

(1227 - 1241)

Un accordo diplomatico non era però ciò che il battagliero Gregorio chiedeva all'imperatore. La verità era che la Chiesa si sentiva minacciata e accerchiata dalla potenza del Regno che Federico stava costruendo nell'Italia meridionale e sperava che una lunga crociata lo tenesse lontano da quei territori per molto tempo.
Cosi anche se in passato l'imperatore di Svevia era stato suo allievo ed amico, questo accordo offrì il pretesto per innescare tra loro la miccia di un lungo conflitto. Alla fine l'imperatore, che pure aveva avuto la vittoria sul piano militare, si impegnò a riconoscere il diritto ecclesiastico nelle faccende che riguardavano la Chiesa, a non imporre tributi ai prelati e a riconoscere al suo Regno un rapporto di vassallaggio nei confronti di Roma.
Ma come è prevedibile, data la mole e la personalità dei due contendenti, la storia non finì qui.
Poco tempo dopo Federico II promulgò le Costituzioni di Melfi (1238), con le quali nel suo regno dell'Italia meridionale il potere imperiale diveniva assoluto e dunque in contrasto con i diritti della Chiesa, che rispose con le Decretali, primo nucleo del corpo del Diritto Canonico.
Non bisogna farsi ingannare da quest' apparente riduzione del conflitto al piano giuridico. Negli anni che seguirono Papa e Imperatore continuarono a combattersi, con un pretesto o con l'altro, incarnando sostanzialmente l'epico scontro finale delle due grandi istituzioni del Medio Evo, giunte ormai al massimo della loro espressione e sulla soglia dell'imminente declino. Gregorio morirà durante l'assedio di Federico II a Grottaferrata, nel 1238, quasi centenario, ma ancora combattivo, pronto ad usare tutti Ì mezzi e tutte le alleanze per neutralizzare un avversario tanto più giovane di lui e tanto potente, ma non abbastanza forte per fermarlo.
A Papa Gregorio si deve il riconoscimento della Regola Francescana e la Canonizzazione di San Francesco.
A lui anche l'istituzione del terribile Tribunale dell'inquisizione affidata ai Domenicani e per completare il ritratto del personaggio la costruzione delle mura fortificate di Ostia Antica che resteranno in piedi fino alla sistemazione voluta da Giulio II e di cui ancora si vedono tracce vicino alla porta d'ingresso del borgo.

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