GIULIO II

(1503 - 1513)

Volitivo, deciso, astuto, il cardinale Giuliano della Rovere fu potente condottiero, fine politico, magnifico mecenate, incarnò l'anima della grande stagione rinascimentale.

Nipote di Sisto IV, dallo zio pontefice ricevette protezione, un'educazione presso i francescani, l'elevazione, nel 1471, a vescovo di Carpentras, in Francia e la porpora cardinalizia, divenendo, a soli ventotto anni, titolare di San Pietro in Vìncoli. Già durante il cardinalato dimostrò, attraverso l'uso disinvolto dell'intrigo politico e l'abilità militare, doti più consone ad un principe che ad un uomo di fede.
Nominato vescovo di Ostia nel il 1483, il della Rovere raggiunse il soglio pontificio nel 1503, solo dopo poche ore di conclave con voto quasi unanime; praticamente partecipò all'elezione già da papa grazie a precisi accordi politici, promesse, elargizioni di beni.
Appena eletto, Giulio II rivelò il suo vero volto, terribile e magnifico assieme.
Non mantenne gli accordi presi con i Borgia: il Valentino non fu nominato capitano generale della Chiesa e i suoi possedimenti in Romagna furono alienati ed inglobati nei beni del Papato.
Emanò, nel 1506, una bolla di condanna verso tutti i pontefici che ricorrevano alla simonia.

ll Papa-guerriero assoggettava Perugia e Bologna, dichiarava guerra a Venezia.
Nel 1508 fu in grado di costituire, con Luigi XII di Francia, l'Imperatore Massimiliano I e Ferdinando II d'Aragona, la famosa Lega di Cambrai per poter marciare contro la Serenissima, Posta sotto interdetto, tutti i domini di Venezia in terra ferma furono persi.
Presto gli alleati francesi, mai sazi di bottino, si trasformarono in minacciosi nemici.
Il Papa riuscirà a sconfiggerli nella sua crociata italica creando la Lega Santa, con Ferdinando II d'Aragona e i veneziani, ora amici, al grido di "fuori i barbari dall'Italia".
L'altro volto del pontificato di Giulio II, magnifico e pacifico rispetto al primo, fu caratterizzato dal notevole impulso dato al mecenatismo: i migliori architetti, pittori, scultori, letterati, furono chiamati a Roma, a lavorare alla corte papale.
Bramante fu incaricato di progettare il vasto Cortile del Belvedere e di aprire un nuovo rettifilo; Via Giulia; Pontelli fu chiamato per restaurare ed ampliare le strutture difensive dello Stato, come il Castello del Borgo di Ostia; nel 1506 fu posata la prima pietra della nuova Basilica di San Pietro; Raffaello diede inizio, nel 1508, alla decorazione ad affresco delle stanze dell'appartamento del pontefice; a Michelangelo fu affidato l'ambizioso progetto della tomba di Giulio II, con il famoso Mosè, per poi passare alla commissione della titanica impresa della decorazione della volta della Cappella Sistina.
Dopo essere stato definito dagli scismatici del Concilio di Pisa, poi di Lìone, "sodomita e corruttore della Chiesa" mori a causa della forte febbre il 22 febbraio del 1513, senza veder ultimato, per sua colpa, il progetto del grandioso sepolcro che avrebbe dovuto ospitare in San Pietro i sui resti mortali.

 

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