ALESSANDRO IV

(1254 - 1261)

Nel 1254 Innocenzo IV si era spento a Napoli e dopo soli sette giorni di conclave Ì cardinali elessero all'unanimità, nella stessa città, Rinaldo dell'illustre famiglia dei Conti di Segni.

Figlio di una sorella di Gregorio IX, Rinaldo fu creato prima cardinale e poi vescovo di Ostia e Velletri nel 1231 dallo ziopontefice, per essere consacrato successore di Pietro con il nome di Alessandro JV il 20 dicembre all'età dì cinquantacinque anni.
Mite e bonario, timoroso, amante del denaro e non certo brillante, il nuovo papa ereditò la guerra che aveva coinvolto il predecessore e sconvolto la Chiesa e l'Italia. Nel 1250, in Puglia, era morto il più grande nemico del Papato: l'imperatore Federico II di Svevia.
degno nipote del Barbarossa. L'eredità imperiale era divisa tra due personalità: il troppo giovane Corradino, che risiedeva in Germania, e Manfredi, figlio di Federico II, intenzionato a difendersi dal Papato, a mantenere ed ampliare il suo potere nel sud e nel centro della penisola.
Dopo aver lanciato la scomunica su Manfredi, Alessandro IV cercò in tutti i modi di cancellare l'eredità sveva invitando sovrani stranieri ad invadere Ì territori imperiali, offrendo loro l'aiuto e l'incoronazione.

 

Nel febbraio del 1255 assegnò il Ducato di Svevia ad Alfonso X di Castiglia; favori prima Guglielmo d'Olanda e poi Riccardo di Comovaglia come pretendenti al Regno di Germania; nominò re di Sicilia il principe inglese Edmondo. Stipulato tra il re d'Inghilterra e papa Innocenze IV diversi anni prima, un contratto permetteva al pontefice di ottenere ingenti somme di denaro attraverso il pagamento anticipato sul tributo feudale.
Alessandro IV aveva i soldi per poter ingaggiare una guerra contro Manfredi, ma privo di una direzione dotata di capacità organizzative e strategiche, Io scontro si risolse in una serie di disfatte per l'esercito pontificio, provocando una ribellione antipapale in Inghilterra che scoraggiò Edmondo ad invadere la Sicilia.
In una Roma ribelle e repubblicana, che si era consegnata nelle mani di Brancaleone degli Andalo, accerchiato dalle truppe di Manfredi, al papa non rimase che fuggire ad Anagni e poi riparare a Viterbo.
Tornato nel 1255 a Roma dopo la caduta di Brancaleone, il papa dovette ancora una volta fuggire dalla città quando l'Andalo riusci nuovamente a prendere il potere, sfogando la sua rabbia in vendetta contro i nobili filo-papali, abbattendo ben centoquaranta torri.
Nel 1258, eletto re di Sicilia dal Parlamento di Palermo e unto da molti vescovi, Manfredi riprende le ostilità con la Chiesa.
La grande Battaglia di Montaperti sancì, nel 1260, la sconfitta del Papato.
L'esercito dei comuni guelfi venne sbaragliato e ampi territori dello Stato della Chiesa furono annessi ai possedimenti imperiali.
Il pontificato di Alessandro IV trova una luce nel favore mostrato agli ordini mendicanti, nell'ufficiale riconoscimento della realtà delle stimmate di San Francesco di Assisi e dalla canonizzazione di Santa Chiara.
In quella città dove si era rifugiato, il papa si spense il 25 maggio del 1261 e fui sepolto nel duomo di San Lorenzo, dopo aver dato inizio al processo di canonizzazione della patrona locale, Santa Rosa da Viterbo, avendone disposto la traslazione della salma nella chiesa di Santa Maria delle Rose.

 

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