Santa Aurea


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78-1

OstiAnticaNoi

OstiAnticaNoi - n. 78/2011 Marzo - Aprile 2011

Dopo l’agonia del Golgota, la gloria della Risurrezione
La Festa delle feste
Mai come quest’anno, serve lo spirito di questa
Ricorrenza a sostenere fede, speranza e carità




Il ritmo accelerato con il quale trascorriamo le nostre giornate, fa sì che, se diamo uno sguardo fuggevole al calendario, ci accorgiamo con sorpresa che siamo già a Pasqua.
Sta, quindi, per terminare questa Quaresima, che si definisce un “Tempo di grazia” durante il quale la Parola di Dio si fa più pressante e ci induce a rivedere comportamenti e rapporti, mettendoci di fronte allo specchio della nostra coscienza per indirizzarci ad un percorso di conversione e di rinnovamento.
La Quaresima è trascorsa: una Quaresima di dolore, di lutti, di grande sofferenza per tutto il mondo!
Abbiamo assistito alla terribile tragedia del terremoto, dello tsunami e del disastro nucleare che hanno investito il Giappone.
La tranquillità (forse più apparente che effettiva) dell’Europa e, in particolare, dell’Italia è stata pesantemente scossa dall’esplosione della polveriera nordafricana che ha indotto i popoli di quella regione, risvegliatisi con l’urgenza di libertà e dignità, a ribellarsi alle dittature ed a condizioni di vita subumane e a straripare verso il nord del Mediterraneo.
Non possiamo rimanere indifferenti all’ondata di continui sbarchi sulle coste italiane da parte di disperati, molti dei quali, sognando una vita più dignitosa, hanno invece trovato una terribile morte tra i flutti impietosi del “Mare nostrum”.
Un panorama tutt’altro che esaltante: una dolorosa Quaresima!
Ma, come è avvenuto per Gesù, così accadrà anche per noi: Gesù entra in Gerusalemme acclamato dalla folla che inneggia “Osanna al figlio di Davide!” e pochi giorni dopo griderà “Crucifige!”
Così, nella nostra vita, a periodi costituiti da situazioni favorevoli rispetto alle nostre aspettative, portatori di serenità e di gioia sopraggiunge, spesso all’improvviso, qualcosa che trasmette amarezza e sgomento.
Noi, però, sappiamo che la vita terrena di Gesù non si conclude al Venerdì Santo, con la tremenda morte in croce, ma, dopo l’esperienza del sepolcro, viene la luce radiosa della Risurrezione nel giorno di Pasqua.
Partecipiamo, quindi, consapevolmente a questa dolorosa Quaresima, sentiamoci vicini a questa umanità sofferente ma non smarriamo la speranza.
Cerchiamo, con la forza della fede di scoprire un raggio di luce tra le oscure nubi del cielo.
Facciamoci coinvolgere dalla lezione di amore del Cristo [“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” Gv.: 15, 13] e cerchiamo se possiamo asciugare una lacrima.
Non lasciamo che i nostri problemi personali o familiari, di salute o di lavoro ci trascinino in un amaro pessimismo o in una stagnante rassegnazione.
Anche per noi e, ci auguriamo, per tutti si apra l’orizzonte, quell’orizzonte che Cristo ha dischiuso con la sua vittoria sulla morte e sul peccato: con la sua gloriosa Risurrezione.

Padre Giovanni


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